

E’ da poco passato il 19 luglio. Come ogni anno questo giorno più degli altri 364, riporta alla mente certe immagini e i ricordi fanno a pugni con la realtà. Via D’Amelio è anche oggi una strada qualunque per i palermitani. Se non fosse che non vi si può posteggiare e che da lontano si intravede un palco, molti non noterebbero nulla. Infatti l’amarezza che provi quando ti ritrovi in quella via e alle 16:58 quando ti guardi intorno e nel silenzio che copre ogni cosa, vedi il vuoto attorno, è agghiacciante.
In giornate come questa odio Palermo.
Palermo mi appare come una città cinica, ingrata e senza memoria. Sto male.Meno di 200 persone presenti a ricordare Paolo. Una cosa incredibile, indicibile, che dovrebbe far riflettere quanti ogni giorno spalancano la bocca per lamentarsi di quanto vanno male le cose e poi dimenticano di essere cittadini, di avere dei doveri. Dei doveri! Io sono arrabbiata con i miei concittadini perché hanno preferito andare al mare, perché hanno deciso che quello era un giorno qualsiasi, perché hanno voluto che fosse un giorno qualsiasi. Bisogna essere molto sinceri e diretti, dire le cose come stanno, inutile far finta di niente. Mentre mi trovavo li assieme ai miei amici, ho ricevuto un sms. Era una giornalista che scrive per un noto quotidiano. Mi chiedeva come tante volte è capitato cosa stessi facendo. Le ho risposto dicendole: sono in vai D’Amelio.. per Paolo. La risposta avrei preferito non leggerla, ma la trascrivo: ah già.. ma perché era oggi? Non le ho più risposto.
Paolo Borsellino ha dato la vita per Palermo e per la libertà della Sicilia, anche se sarebbe più corretto dire che gliel’hanno presa, dato che sono certa avrebbe preferito continuare a vivere vedendo crescere i propri figli, invecchiare con sua moglie al fianco, sentire l’odore del mare, mangiare una pizza con un amico. Avrebbe preferito continuare a fare quelle cose che noi tutti facciamo ogni giorno nell’indifferenza e nella quotidiana certezza che domani potremo continuare a farlo. Lui ha rinunciato a tutto per noi, aveva 53 anni. 53 anni. Ditemi adesso se non gli dovevate un’ora del vostro prezioso tempo, se non potevate pensare un solo minuto a stare zitti e riflettere. Non sentire il dovere di rendere omaggio ad uno degli uomini migliori che la Sicilia abbia mai avuto è inaccettabile. Credo che ognuno degli assenti dovrà rendere conto non a chi era presente, ma prima o poi sarà chiamato a comparire davanti al tribunale della propria coscienza, ed è allora che forse capirà il grave sfregio fatto alla memoria di Paolo, Agostino, Emanuela, Vincenzo, Walter e Claudio.
19 luglio, manifestazione, Palermo, Paolo Borsellino, via damelio
“Non è vero che la mafia è quella che si vede in tv, e che i corrotti e i criminali sono una malattia della nostra società. Qui, in Italia, la corruzione e la mafia sembrano essere costitutive del potere, a parte poche eccezioni (la Costituente, Mani pulite, il maxiprocesso a Cosa nostra).”
La mafia e il potere, due entità che sembrano andare a braccetto, a volte si fondono l’una con l’altro diventando un solo elemento. Quest’unico elemento alle volte è talmente ben vestito, così apparentemente per bene che riesce ad attraversare i confini della propria indecenza giungendo ad occupare poltrone e Palazzi dai quali infine formalmente ci governa. Il ritorno del Principe, con il suo riecheggiare a Machiavelli, vuole descrivere questo nodo terribile, il fuori scena del potere, quello che non si vede e non è mai stato raccontato ma che decide, fa politica e piega le leggi ai propri interessi. Abbiamo assistito alla presentazione di questo libro, che come sottolineano più volte gli autori stessi Scarpinato e Lodato, non è un libro sulla mafia, ma è piuttosto la “spietata radiografia che mostra la faccia scura e nascosta, la storia inconfessabile, di un Giano bifronte: lo Stato italiano.” L’atrio della biblioteca comunale di Casa Professa ha fatto da cornice ad una serata interessante e partecipata, erano diverse centinaia le persone presenti. Molte le autorità intervenute e personaggi noti che fanno ormai parte della storia siciliana a tutti gli effetti per il loro vissuto. Sul palco si sono alternati oltre agli autori Roberto Scarpinato e Saverio Lodato, Gian Carlo Caselli, David Lane e Marco Travaglio. Tra il pubblico particolarmente significativa la presenza del sindaco di Gela Rosario Crocetta, unico amministratore intervenuto. Infatti, sfuggendo per questa volta ogni polemica, va precisato che alla serata non era presente né il sindaco di Palermo, ne alcun consigliere comunale. Non è una novità e lo sappiamo tutti, però si fa spesso l’errore di credere in una possibile redenzione (redenzione alla quale molti italiani hanno creduto durante le scorse elezioni politiche), ma puntualmente si rimane, per usare un eufemismo, delusi. Abbiamo realizzato alcune interviste per TeleJato e ovviamente per Fascio e Martello e ve le proponiamo di seguito.
A cura di Francesca Scaglione e Carmelo Di Gesaro
Un video-blog per raccontare la storia dei nostri uomini migliori, gli incontri, le emozioni, le speranze
Potrei definire questo un esperimento.
Mi piacerebbe che diventasse un laboratorio aperto a tutti, un luogo dove scambiare idee e in cui ognuno possa sentirsi libero di dare il proprio contributo, facendo conoscere a tutti la propria storia speciale, i propri miti, quegli eroi moderni che con le loro azioni ci fanno sentire orgogliosi di essere siciliani. Ascoltare è importante, fondamentale perchè le parole servono a scuotere le nostre coscienze e a farci capire quando è arrivato il momento di cominciare a camminare seguendo un percorso ben definito. Proviamoci assieme e vediamo cosa succede.
Visitate allora Vento Nuovo
Potete inviare il link del vostro video caricato precedentemente su you tube via email, accompagnato dalla descrizione dell’evento, dal vostro nome o nick e da una breve spiegazione del significato che ha per voi quel determinato momento o personaggio. I video saranno pubblicati sul blog e potranno essere visti e commentati da tutti gli utenti della rete. A presto!

Come ogni estate il caldo torrido e l’afa inducono a sottoporsi a torture fisiche per il nostro povero corpo, primi tra tutti il ventilatore ed il condizionatore. A parte il refrigerio prodotto dai due tecnologici mezzi, arrivano puntuali pure i dolori causati dagli stessi! Ma intanto chi ci rinuncia? In ogni casa girano pale (con una L) che trasformano le nostre abitazioni in Iglù. Diceva mio nonno.. il lavoro manuale aguzza l’ingegno. Tutto è relativo e dipende dal tipo di lavoro a cui si fa riferimento, aggiungevo io. C’è un oggetto che puntualmente agli inizi di giugno sbuca fuori dalle borse delle signore, lo tirano fuori come se sguainassero una spada, trasformandosi in tanti Re Artù e, con movimento sussultorio cominciano a produrre quel rumore simile al battito d’ali di quelle odiose farfalle nere o grigio scuro (in italiano “zappagghiuna”) che ti si scagliano contro nelle notti d’estate.. il ventaglio!! A fiori, con il Teatro Massimo disegnato o con il duomo di Monreale ( questo lo acquistano le turiste di Palermo che visitano la cittadina col marito Totò per il classico gelato in piazza), di pizzo ( non fraintendiamo!), con i pupi siciliani e persino in legno leggero dipinto. A volte ci si imbatte anche in particolari modelli in vimini bucherellato con inserti di perline o merletti, credo siano i più osceni. Il ventaglio fa le sue apparizioni in ogni circostanza: dal mercato alle cerimonie sacre matrimoni, battesimi, funerali. Durante le tipiche processioni religiose, dietro la “Vara” con il Santo, potremo osservare sciami di ventagli che ronzano a ritmo, impugnati da donne accaldate e chissà perché quasi sempre in “leggero” soprappeso. Forse se hai qualche chilo di troppo te lo danno in dotazione. Read the rest of this entry »

La notizia mi ha lasciata di stucco. Mai avrei immaginato di dover sentire un Ministro della Repubblica faImmagine attivare una proposta del genere. Se il Ministro in questione appartiene poi ad un noto partito che guarda già storto chi proviene dal sud Italia, la situazione comincia diventare preoccupante. Roberto Maroni con la sua assurda proposta di prendere le impronte digitali ai bambini rom per motivi di “sicurezza” dimostra davvero di non sapere cosa sia la convivenza civile e il rispetto per gli altri. Così com’è stata posta è inaccettabile. Una proposta razzista ed indecente che non fa comprendere quali vantaggi si possano trarre dalla schedatura di questi bambini. Imporre il rispetto delle regole alle comunità che vivono nel nostro territorio è oltre che necessario una priorità, ma non si devono ledere i diritti umani di ognuno.
Fascio e Martello ha aderito all’iniziativa “Siamo tutti Pino Maniaci” . Giorno 20 Giugno siamo stati nella redazione di Telejato ed abbiamo condotto il tg per intero. Eccovi l’apertura del telegiornale e l’intervista realizzata da Pino sul nostro libro “Facce da Candidato”. Vi ricordiamo che siete sempre in tempo per aderire e per poter anche voi sostenere Pino. Buona Visione.
A sessanta giorni dalle elezioni l’Ars è paralizzata. Tutto è immobile. La 14esima legislatura si apre con dei ritardi che hanno il primato di rendere la nuova assemblea regionale la più lenta a decollare della nostra storia. Solo nel 1991 i lavori d’aula partirono dopo 100 giorni dalle elezioni, ma in quel caso c’è da dire che le elezioni si svolsero a giugno e ci si ritrovò con il mese di agosto e le ferie a spezzare i ritmi. Questo clamoroso ritardo dipende sostanzialmente dal mancato accordo sulla spartizione delle poltrone. Infatti non sono stati nominati e scelti ad oggi i componenti delle 6 commissioni e malgrado la maggioranza schiacciante che il centro destra detiene (61 deputati su 90) non riesce a trovare un accordo tra gli alleati . Pare ci sia un’ intesa soltanto per la commissione antimafia, che secondo voci più o meno attendibili dovrebbe andare al PD. Per il resto scattano già le prime liti e musi lunghi sulle nomine. L’Udc tira per giacchetta il Pdl che è marcato stretto dagli autonomisti che fanno sentire il fiato sul collo, forti dei risultati elettorali che gli hanno rafforzato le braccia. L’Udc è irremovibile su un punto: vuole assolutamente che un proprio uomo abbia l’incarico di “deputato segretario”. Non è una carica molto nota ma di fatto è considerata prestigiosa soprattutto per i benefit che comprende (auto blu, ufficio con segretaria e circa 2.000 euro in più al mese in busta paga.. mica male!). Read the rest of this entry »

Se fossi un omino proveniente da un altro pianeta penserei di guardare un film di fantascienza e probabilmente fuggirei lontano il più possibile, rendendomi conto di vivere una situazione tanto sur-reale. Le ultime tornate elettorali hanno praticamente annientato la sinistra. Ormai pare che persino i comunisti se ne siano fatti una ragione ed i più ragionevoli cominciano a fare un esame di coscienza per analizzare le cause e capire da dove si debba ripartire, mentre tra i destroidi c’è chi continua imperterrito a dire boiate, come un tale di cui non farò il nome, titolare di un sito web palermitano che afferma “I comunisti, i post comunisti, i centri sociali, gli sfasciavetrine e affini sono definitivamente spariti, Deo Gratias”, giudicate voi il livello intellettivo di questa persona. I partiti cambiano nome ma non forma. Quello che più di tutti avrebbe dovuto rappresentare il nuovo, quella forza politica che con auto-proclamato coraggio ha deciso fin dalle politiche di correre autonomamente, il PD, ha fallito ovunque potesse farlo. Un plauso ai vertici ed ai responsabili del partito. La sconfitta politica fa parte del gioco, ci può stare. Ma quando questa si trasforma in plateale ecatombe, bisogna essere in grado di fare un passo indietro ed assumersi le responsabilità di certe scelte. Read the rest of this entry »





